"Giovani Calciatori: Talento, Pressioni e Gestione del Settore Giovanile"
Pubblicato da Lucio Perrone in Sport · 2 Aprile 2025

Intervista alla Dott.ssa Maruscka Abbate
D: Dottoressa, oggi parliamo di passione, fede, perseveranza e obiettivi. Cosa manca ai giovani calciatori e cosa invece possiedono? Cerchiamo di analizzare la dimensione degli atleti che formano i nostri settori giovanili.

R: Buongiorno a lei. Sì, parlo spesso dei settori giovanili, poiché in essi si concentrano emozioni, sogni, sacrifici e talenti da scoprire, accudire e forgiare. I giovani rappresentano il futuro del nostro Paese e andrebbero valorizzati e seguiti con attenzione. Non voglio soffermarmi su ciò che non va, ma piuttosto evidenziare ciò che di positivo esiste in questi ragazzi: la dedizione, il senso di appartenenza, il sacrificio fisico e mentale, lo spirito di squadra, le risate, le lacrime, gli obiettivi e l'impegno per raggiungerli. Le vittorie, le sconfitte, la gratificazione e il superamento degli ostacoli: tutto questo rappresenta una ricchezza emotiva che merita riconoscimento.
Il problema non sono mai i ragazzi che formano i settori giovanili, ma spesso chi li gestisce. Esistono metodi di selezione e valutazione non sempre equi, influenzati da favoritismi, raccomandazioni, antipatie e simpatie. Questo accade nel calcio come in molte altre realtà.
D: Secondo lei, in Italia questo fenomeno è particolarmente evidente?
R: Certamente. L'Italia è nota a livello internazionale per il modo in cui approcciamo le persone e le valutiamo, spesso basandoci su criteri soggettivi piuttosto che oggettivi. Ho detto tutto.
D: Lei conosce bene i settori giovanili, anche perché suo figlio gioca a calcio ed è considerato un ottimo giocatore. Ha mai riscontrato queste problematiche personalmente?
R: Sì, conosco la realtà dei campionati regionali, nazionali ed élite. Mio figlio gioca, ma non spetta a me esprimere un giudizio tecnico su di lui. Per quanto riguarda la sua domanda, preferisco non rispondere, poiché significherebbe parlare di persone e situazioni senza concedere loro il diritto di replica.

D: Secondo lei, i giovani calciatori subiscono eccessive pressioni e aspettative fin dalla più tenera età? Questo potrebbe essere controproducente per la loro crescita?
R: Quando si entra nel settore agonistico, quindi dagli Esordienti ai Giovanissimi fino agli Allievi, il ragazzo ha già circa 13 anni e ha sviluppato una sorta di corazza sia fisica che mentale, maturata negli anni di allenamenti e competizioni. Questa capacità gli permette di affrontare pressioni, critiche, scelte tecniche e tattiche in modo più consapevole.
D: Qual è il ruolo dei genitori nella crescita di un giovane atleta?
R: Un ruolo fondamentale. Spesso, assistendo alle partite come genitore e come professionista, noto quanto possa essere dannoso il comportamento di alcuni genitori nei confronti dei propri figli. Spesso manca obiettività e consapevolezza riguardo alle reali qualità tecniche del ragazzo. Le aspettative sono spesso sproporzionate rispetto alla realtà, e ciò può generare pressioni inutili, vane speranze e, di conseguenza, frustrazione, rabbia e delusione. A volte basterebbe limitarsi a fare i genitori, lasciando agli addetti ai lavori le valutazioni tecniche e tattiche.
D: Quindi i genitori possono diventare un ostacolo per la crescita dei figli?
R: Non necessariamente. Diventano un ostacolo quando smettono di fare i genitori e tentano di assumere ruoli per i quali, nella maggior parte dei casi, non hanno competenze adeguate.

D: Ultima domanda, dottoressa. Se dovesse scegliere un giovane atleta, darebbe più peso alla testa e quindi alle doti tecniche, oppure al cuore e alle doti caratteriali?
R: Premetto che non mi occupo di scouting, quindi il mio giudizio è puramente personale. Tuttavia, se dovessi rispondere, direi che in ogni sport, e soprattutto nel calcio, corpo e mente devono fondersi in un connubio perfetto affinché l'atleta dia il meglio di sé. I limiti fisici non sempre coincidono con quelli mentali e viceversa. La reattività e la capacità psicomotoria di agire e reagire a situazioni di gioco imprevedibili nel minor tempo possibile sono essenziali per un calciatore.
Le doti tecniche sono imprescindibili per arrivare ai massimi livelli, ma è la forza mentale, il cuore e la determinazione che consentono di rimanere in quelle realtà. Ogni partita di calcio è una storia che prende vita, un po' come le grandi storie d'amore: un susseguirsi di emozioni che vanno dalla speranza alla gioia, dalla tensione alla delusione. Il fascino del calcio risiede proprio nell'incertezza e nella continua sfida. Che sia cuore, mente, tecnica o passione, l'importante è credere sempre nella bellezza dei propri sogni.
