INTERVISTA A CLAUDIA MARRONE

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INTERVISTA A CLAUDIA MARRONE

Tuttoalcontrario
Pubblicato da Lucio Perrone in Sport · 25 Febbraio 2024
Tags: calciosportcalciofemminileseriea
 
 
Cari lettori,
 
Proseguono le nostre interviste e oggi abbiamo il piacere di farvi leggere l’intervista avuta con Claudia Marrone, nota giornalista del panorama calcistico Italiano.
 
Alla nostra intervistata, dopo avere iniziato la sua carriera in ambito locale, con radio e tv, arriva la prima grande opportunità di scrivere a tuttopisa.it; qui Claudia si è formata e ricorda con piacere questa esperienza tanto da affermare: «un sito che per me è un pezzo di cuore».
 
Successivamente approda tuttoc.com per poi nel 2017 avere la consacrazione definitiva con TuttoMercatoweb.com.
 
 
T: Dimmi tre aggettivi per definire il calcio e perché li hai scelti
 
 
C:"Partirei con il dire vitale, perché regala emozioni che non sono spesso spiegabili. Poi direi aggregante, perché credo sia l'unica cosa che riesce a unire tutti, anche chi magari non è proprio appassionato. Infine, però, lo definirei usurante: dobbiamo smettere di pensare che ci siano solo soldi e serenità in quel mondo. Perché il calcio non è solo chi gioca in Serie A. Il calcio è anche un vasto dietro le quinte che ha stipendi normalissimi, come del resto li hanno in Serie C, e che deve però lavorare senza orari precisi, a determinati ritmi, anche quando magari chi lavora in altri settori è libero".
 
 
T: lavori sia in radio che in tv, quali sono le differenze e in quale delle due senti di trovarti meglio?
 
 
C:"In radio e tv vado ospite, quando vengo chiamata, il lavoro mio è scrivere, cosa che amo profondamente. È terapeutico! Però mi diverto molto anche in tv e soprattutto in radio, non avere l'immagine come fattore predominante, anche se ormai tante radio hanno diretta web, ti porta a valorizzare la voce, migliorare la dizione, imparare a conversare rispettando i tempi del discorso".
 
 
T: tu sei redattrice di tutto mercato web, ci spieghi la differenza per i neofiti di questo settore, la differenza tra giornalista e redattrice?
 
 
C:"La differenza la fa semplicemente la parte burocratica: il redattore è un giornalista che, dopo aver svolto il periodo di praticantato e senza aver ancora ricevuto incarichi di caposervizio o la nomina di inviato, viene assunto da una testata giornalistica".
 
 
T: Tuttomercatoweb, una realtà che è esistente da tantissimo tempo, come ci sei arrivata?
 
 
C:"Mi fa sempre sorridere molto questa domanda, mi chiedo se venga fatta anche ai colleghi uomini! Ma non ho problemi nel rispondere, sono entrata nella redazione mandando il curriculum: il lavoro di anni precedenti e l'esperienza mi hanno premiata".
 
 
T: qual è stata la tua più grande soddisfazione del tuo lavoro?
 
 
C:"Purtroppo uno dei miei più grandi difetti è il non essere mai contenta, punto sempre alla perfezione che so benissimo non esistere. Ma è più forte di me. E non saprei rispondere a questa domanda, anche se in realtà tante cose buone le ho fatte. Purtroppo, però, se di dieci cose ne faccio bene nove, penso solo a quella sbagliata".
 
 
T: andare in diversi stadi per lavoro è un emozione non da poco, come ti sei sentita la prima volta che sei entrata in uno stadio e senti ancora la stessa emozione o è cambiata ed in che modo?
 
 
C:"Ho sempre frequentato campi di provincia e stadi, fin da bambina, l'emozione è semmai stata l'essere entrata per la prima volta in sala stampa: è stato quello il momento in cui ho capito che il mio sogno di diventare giornalista si stava davvero realizzando. Certo, alcuni contesti o alcune partite, mi danno una forte emozione, la classica pelle d'oca, ma nel momento in cui varco il cancello dell'impianto mi focalizzo sul fare al meglio possibile il mio lavoro, mettendo emozioni e sentimenti da parte. Perché solo con lucidità posso portare a termine il mio compito. Certo, questo ha portato poi alla classica "deformazione professionale"... basti pensare che oggi, qualunque gara sia, senza la distinta in mano mi sento persa!  
 
La stessa cosa vale per le interviste: inizialmente e dopo la chiacchierata, un po' di sano tremolio alle gambe c'è, l'adrenalina, ma nel "durante" riesco sempre a diventare quasi asettica, proprio per cercare di offrire il miglior servizio possibile. Per farvi capire: quando posso, dò supporto alla mia amica Paola, tuttofare del Fornacette, squadra di Prima Categoria delle mie zone (provincia di Pisa, ndr) ... la prima volta che ho dovuto intervistare per conto della società, quindi quasi come addetta stampa, il loro vecchio mister ero molto agitata, presa dall'ansia di non fare un buon lavoro. Paola mi prende sempre in giro per questo, mi ricorda che mi sono confrontata anche con mostri sacri del calcio, penso a Zoff o Ranieri per citarne solo due, ma per me non è una questione di chi si ha davanti, hanno tutti lo stesso valore: è il senso di responsabilità e perfezionismo che ho, a prendere il sopravvento".
 
                                                                                           
 
T: di solito sei tu a fare le interviste, come ci si sente dall’ altra parte?
 
 
C:"Fa uno strano effetto, non riesco proprio ad abituarmi. Ho sempre il timore di dire cavolate, di non aver risposto bene... direi che forse, anche per indole, le domande preferisco farle".
 
 
T:calciomercato, hai dei “segreti” per scoprire prima di tutti delle bombe di mercato e quanto ti piace occuparti di questo?
 
 
C:"Il periodo di calciomercato, così come gli eventi di Gala, le presentazioni e le trasferte, sono la parte più bella di questo lavoro, quella che ti permette di ampliare anche gli orizzonti. Però non chiedetemi dei segreti... quelli non si rivelano mai, come le fonti! Segreto, appunto, professionale!".
 
 
T: hai mai pensato di spaziare con il giornalismo in altri settori?
 
 
C:"Non è un pensiero che ho fatto. Certo, ho la passione per la moda e per l'estetica, sono ambiti dove probabilmente mi piacerebbe misurarmi, ma senza lasciare il calcio. Senza non starei".
 
 
T: Abbiamo visto questo amore reso pubblico per tua nipote Alice, quanto è difficile per te conciliare un lavoro frenetico come il tuo insieme all’ amore per la tua famiglia?
 
 
C: "Non solo per mia nipote Alice, ma anche l'amore smodato per il mio gatto, Tontolo, sempre reso pubblico. Ammetto però che non è facile conciliare la vita privata con il lavoro, proprio per i ritmi frenetici che questo impone, ma negli anni ho capito il valore del tempo passato con le persone, e gli animali, cui si vuol bene: il lavoro non è tutto nella vita. È una componente fondamentale, indipendenza e soddisfazione partono anche da li, ma non può essere totalizzante. Ho quindi allentato un po' i ritmi, magari invece di 10 partite al mese ne vedo 7, e mi ritaglio così tempo per i miei affetti - parenti o amici -, per vederli o sentirli al telefono: la tecnologia permette di accorciare le distanze. Certo, non sostituisce la vita vera, e non regala la gioia di un abbraccio, ma nel mondo 2.0 si può sorridere anche di un messaggio o di una videochiamata".
 
 
T: domanda del battitore libero: hai uno spazio per dire tutto ciò che vuoi, che magari non ti abbiamo chiesto
 
 
C: "Vorrei invitare soprattutto i ragazzi, indipendentemente da quello che vogliono fare, a inseguire i proprio sogni con impegno e dedizione, senza cercare la minima scorciatoia, perché così la soddisfazione sarà anche doppia. Studiate, leggete e viaggiate, anche nel paese vicino casa, rimanete sempre curiosi e imparate ad ascoltare, cercando il bello".
 
 
T: ultima domanda: una persona (a prescindere che questo possa succedere) che ti piacerebbe facesse questa intervista è perché.
 
 
C:"La mia queen pronostico Arianna Di Pasquale! A far pronostici siamo davvero forti... non ne azzecchiamo mai uno!!! A parte le battute, nonostante quella detta sia una cosa vera, è una collega in gamba, che spazia su più ambiti del calcio. Merita di raccontarsi"