Il ruolo del direttore di gara nel calcio giovanile - Tuttoalcontrario

logo del blog
il BLOG
DI costume
Vai ai contenuti

Il ruolo del direttore di gara nel calcio giovanile

Calcio
 
Nel calcio giovanile, il direttore di gara ha un compito che va ben oltre quello di far rispettare le regole: deve garantire che la partita si svolga in un clima educativo, sereno e rispettoso. Il suo ruolo varia in base alla categoria, ma in generale possiamo distinguere alcune funzioni fondamentali.

 
Settore di base: Pulcini ed Esordienti

 
In queste categorie, il direttore di gara non è quasi mai un arbitro federale, ma spesso un istruttore o un dirigente incaricato.
Il suo compito è duplice:
Applicare le regole del gioco, con gli adattamenti previsti per il settore giovanile (durata ridotta, cambi liberi, modalità semplificate di ripresa del gioco).
Favorire la crescita sportiva dei ragazzi, assumendo un approccio più didattico che sanzionatorio: spiega le regole, corregge con calma gli errori, stimola il rispetto verso compagni e avversari.

 
Il direttore di gara diventa quindi una vera figura educativa, capace di mediare tra l’entusiasmo dei bambini e le aspettative di genitori e allenatori. L’obiettivo principale non è punire, ma insegnare, promuovendo il fair play ed evitando atteggiamenti aggressivi o antisportivi.



 
Settore agonistico: dagli Allievi in poi

 
Con il passaggio al settore agonistico, il quadro cambia:
• L’arbitro deve essere federale.
• Si applicano le regole complete del gioco (fuorigioco, espulsioni, tempi regolamentari).
• Le partite durano 80 minuti (due tempi da 40) e si giocano su campi e porte regolamentari.

 
In queste categorie, l’arbitro mantiene comunque una certa sensibilità educativa: spiega le decisioni quando serve, tutela i ragazzi da giocate scorrette e previene conflitti, mantenendo fermezza ma senza rigidità eccessiva.
Anche se il livello competitivo cresce, resta centrale la funzione formativa: il rispetto delle regole, dell’avversario e del clima sportivo.

 
Il rapporto con genitori e ambiente

 
La FIGC ha stabilito che tutte le parti coinvolte nel settore giovanile – compresi i genitori – devono garantire un ambiente sicuro e positivo, libero da insulti, pressioni o comportamenti dannosi.
Molte società adottano codici etici interni, che prevedono:
• divieto di linguaggio scurrile,
• rispetto delle decisioni arbitrali,
• comportamenti corretti verso avversari e arbitri.

 
In caso di violazioni, possono scattare sanzioni disciplinari interne o, nei casi più gravi, provvedimenti federali come multe, diffide o addirittura il DASPO per genitori molesti.

 
Quando l’arbitro subisce offese, ha strumenti a disposizione:
• richiamare verbalmente chi disturba,
• segnalare i fatti nel referto,
• sospendere la gara in casi estremi di insulti o disordini.

 
Il ruolo educativo dei genitori

 
I genitori sono parte integrante del contesto sportivo e devono essere un modello positivo. Alcuni principi fondamentali:
• rispettare arbitro, allenatori e dirigenti,
• non scaricare sui figli frustrazioni o aspettative eccessive,
• evitare proteste e linguaggio offensivo,
• promuovere il fair play.



 
Il comportamento dei ragazzi, spesso, riflette quello dei genitori: per questo è importante dare l’esempio. L’arbitro va rispettato sempre, anche quando sbaglia, perché gli errori fanno parte del gioco come per giocatori e allenatori.

 

 
Conclusione

 
Il calcio giovanile non è una guerra: è divertimento, crescita e formazione.
Il direttore di gara non è solo arbitro, ma educatore e facilitatore, con l’obiettivo di mettere al centro i giovani calciatori e il loro percorso di crescita.
Si vince e si perde rispettando le regole, gli avversari e lo spirito del gioco.
Created by Roberta Rossi
TUTTO AL CONTRARIO
Cell. 3513244861
e-mail: redazionetuttoalcontrario@gmail.com
DI costume
il BLOG
Torna ai contenuti