La maschera dell’amore<br /> Perché, quando ci innamoriamo, smettiamo di essere noi stessi? - Tuttoalcontrario

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La maschera dell’amore<br /> Perché, quando ci innamoriamo, smettiamo di essere noi stessi?

AMORE
-A CURA DI MARUSCKA ABBATE- L’amore dovrebbe essere il luogo del riposo.
Il posto dove togliersi le scarpe dell’orgoglio, le armature della paura, le strategie della sopravvivenza emotiva.
Eppure, troppo spesso, si trasforma in un campo minato fatto di silenzi calcolati, messaggi non inviati, atteggiamenti studiati e versioni “migliorate” di noi stessi.
Perché accade?
Perché desideriamo disperatamente essere amati per ciò che siamo… ma temiamo che, mostrando davvero quel “ciò che siamo”, potremmo non essere scelti.
È una contraddizione psicologica potente: autenticità e paura convivono nello stesso cuore.
All’inizio di una relazione — o nei momenti di insicurezza — costruiamo un falso sé. Non necessariamente migliore. Solo più accettabile. Più controllato. Più forte.
Mascheriamo bisogni, fragilità, dubbi.
Come affermava Leonardo da Vinci, “La semplicità è l’ultima sofisticazione.”
E nelle relazioni la semplicità non è banalità: è trasparenza. È verità non manipolata.
Eppure accade un paradosso: più una persona ci interessa, più le nostre difese si attivano.
Un primo appuntamento, quando c’è coinvolgimento, non è più un incontro casuale. Diventa un esame emotivo.
Ogni parola pesa. Ogni gesto è misurato. Ogni silenzio è interpretato.
Molte donne — ma non solo — temono che mostrarsi nella propria quotidianità, con difetti e fragilità, significhi perdere fascino.
Così nasce l’immagine ideale: la donna forte, autonoma, imperturbabile.
Ma l’enigma protegge.
L’autenticità espone.
Rimanere parzialmente irraggiungibili dà l’illusione del controllo. Mostrarsi davvero significa accettare il rischio.
Il disagio che a volte si avverte in una relazione non è casuale: è la risposta emotiva alla mancanza di coerenza tra ciò che siamo e ciò che mostriamo.
La serenità torna quando l’appuntamento smette di essere una performance.
Quando non c’è più nulla da dimostrare.
La fiducia si costruisce nella costanza.
La serenità nasce dalla libertà di essere leggibili.
E c’è un’altra verità scomoda: il perdono non è un obbligo.
Anche quando l’errore è riconosciuto, anche quando il pentimento è sincero, l’altro potrebbe non riuscire a superare il danno. Restare, in quel caso, può diventare una forma sottile di egoismo.
Amare significa anche accettare che alcune conseguenze siano irreversibili.
In un’epoca dominata da algoritmi, appuntamenti programmati e identità filtrate, l’amore resta l’unica forza che non si lascia addomesticare.
Non risponde al merito. Non obbedisce alla strategia. Non segue la logica del controllo.
I sentimenti seguono l’affinità. Il tempo interiore. La disponibilità emotiva.
La vera sfida delle relazioni contemporanee non è trovare qualcuno da gestire, ma avere il coraggio di restare nell’incertezza senza costruire maschere.
Forse la semplicità non è ingenuità.
È maturità.

Dedica
A chi ha conosciuto la maschera,
senza mai vedere il volto.
Created by Roberta Rossi
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